lunedì 11 ottobre 2010

Antinucleare: dopo l’assemblea di Vercelli


di Lino Balza

Il prossimo anniversario del vittorioso referendum (8-9 novembre 1987) acquista quest’anno una valenza particolare, per due ragioni. L’atteso lancio della massiccia campagna mediatica del governo a sostegno del suo lobbystico e autoritario programma nucleare, tanto rallentato quanto in nevralgica fase di decollo. E dunque il corrispondente lancio di una giornata di lotta del movimento antinucleare e pacifista italiano contro questo programma e in funzione del decisivo difficile scontro referendario, giornata che stimoli ancor più la nascita di comitati antinucleari in ogni città, anzi in ogni quartiere, e li valorizzi quale massa critica per la conseguente costruzione di un fronte antinucleare nazionale anche tramite l’apposita convocazione di una conferenza nazionale organizzativa per definirne gli strumenti operativi.

Per le stesse due ragioni, l’assemblea del 9 ottobre 2010 a Vercelli (nei prossimi giorni sarà messo in rete il report) ha raggiunto un successo di partecipazione straordinario, sia in termini di presenze che di adesioni. Coordinamenti regionali dal Trentino al Piemonte, al Lazio, alla Lombardia, al Veneto, alla Liguria, al Friuli, all’Emilia Romagna. Costruendo perciò il primo nucleo di quel fronte antinucleare nazionale che si dovrà consolidare con le altre Regioni proprio nel corso della giornata di lotta del prossimo anniversario del referendum che sconfisse il nucleare (8-9 novembre). Questa “giornata”, contro la follia nucleare civile e militare, ma per le sue alternative ambientali ed economiche, sarà caratterizzata da iniziative (assemblee, convegni, ordini del giorno, volantinaggi, proiezioni, sit in, presidi, cortei ecc.) decise regione per regione, città per città, prevalentemente nei giorni non lavorativi del 6 e 7 novembre.

domenica 10 ottobre 2010

NO TAV Val di Susa: decine di migliaia alla marcia Vaie - Sant’Ambrogio

50.000 partecipanti secondo gli organizzatori

Vaghe e sterili minaccie dei vertici del PD …molti invece fra i partecipanti

Movimento Valledora a Saluggia mercoledì 13 ottobre ore 21


Saluggia – mercoledì 13 ottobre, ore 21 - Sala cinema Oratorio

proiezione film “Valledora. La terra del rifiuto” di Matteo Bellizzi (63 minuti)

promossa dal Movimento Valledora


poi discussione sulla cava-discarica che vorrebbero costruire a Saluggia

a macchia d’olio lo sfruttamento del territorio si sta

espandendo verso Livorno Ferraris , Bianzè, Saluggia, Moncrivello,

Torrazza , Chivasso

Valledora: territorio compreso tra Viverone e Tronzano; Cavaglià e Borgo d’Ale, tra le province di Vercelli e di Biella. Un tempo terra agricola ora terra di cave e discariche

Questa è già la nostra esperienza La cava: solitamente si trasforma in discarica, non viene quasi mai ripristinata, nonostantela legge lo preveda, comportando rischi sanitari difficilmente quantificabili. Produce: polveri sottili per effetto della trivellazione e inquinamento atmosferico perl’aumento della circolazione, incrementa il traffico e la pericolosità delle strade, produce rumore al limite della tollerabilità per azione della frantumazione diurna e notturna del materiale di scavo. Minaccia la falda acquifera sottostante poiché convoglia le acque meteoriche verso il centro della voragine. Produce la perdita di valore del territorio, dequalifica alloggi, abitazioni, zone edificabili e agricole limitrofe. Sottrae fertilità al terreno, all’agricoltura, incrementando negativamente il calcolo relativo all’impronta ecologica della nazione ( calcolo tra consumi e possibilità di produzione) . Incrementa la cementificazione dei terreni, mette a rischio la qualità della vita delle persone , costringendo gli abitanti a confrontarsi con un paesaggio degradato e di scarso pregio, intacca l’identità della persona. Trasformata in discarica, diventa un potenziale serbatoio di percolato ( liquame) chescende verso le falde. I controlli sono sempre scarsi e carenti nel numero e nella persistenza: una discarica ha vita lunga (il suo materiale è attivo), almeno un secolo, più delle amministrazioni che la autorizzano!!

www.movimentovalledora.org info@movimentovalledora.org

sabato 9 ottobre 2010

Torino: fioriscono gli orti sui tetti a San Salvario


di Elisa Bianco

Nel cuore di Torino c'è un palazzo storico dalla vita condominiale sostenibile. I suoi abitanti possono usufruire di una lavanderia comune e un locale per riporre le bici che all'occorrenza si trasforma in ciclofficina. Il tetto ospita un orto-giardino che, oltre a offrire ortaggi stagionali, garantisce un angolo di socializzazione

Un bell’esempio di come aumentare la sostenibilità della vita condominiale viene da un palazzo sito nel cuore di Torino, in via Goito 14. Il restauro dell’edificio è iniziato qualche anno fa e tra i primi interventi effettuati sono stati costruiti la lavanderia comune al primo piano e un locale per riporre le bici, che all’occorrenza si trasforma in officina per rimetterle in sesto.

Anche la superficie del tetto è stata riprogettata allo scopo di trovare un terreno per la coltivazione: la copertura superiore dell’edificio, inizialmente adibita a spazio comune, ospita
ora un piccolo giardino. Lo staff dello studio di architettura, che ha sede nel palazzo, ha svolto i lavori di restauro definendo le aree comuni per il co-housing e suddividendo parte del tetto in dieci piccoli appezzamenti, capaci di soddisfare il fabbisogno degli abitanti.

Oltre a fornire ortaggi stagionali, l’orto sul tetto garantisce anche temperature più miti nel periodo estivo e un’area comune per cene e barbecue, per raggiungere una sostenibilità non solo ambientale ma anche sociale.

( da Eco dalle Città 27 settembre 2010 )

martedì 5 ottobre 2010

Dissenso a macchia d’olio dei comuni toccati dalla Tav


Da Caprie ad Almese ad Alpignano, le notizie dicono che questi ed altri Consigli comunali stanno deliberando alla quasi unanimità il gran rifiuto «all'avvio dei lavori per il tunnel geognostico della Maddalena; al tunnel di base e al tunnel dell'Orsiera finalizzati alla costruzione di una nuova linea ferroviaria internazionale in Valle di Susa; alle opere relative alla sua interconnessione con la linea storica, alle discariche e alle teleferiche indicate nel progetto preliminare presentato da LTF il 10 agosto 2010; ... », come si legge nelle mozioni-fotocopia che si stanno via via approvando in questo periodo nei comuni valsusini.

Non solo ma, come si legge in quella che quasi sicuramente verrà approvata ad Alpignano questa sera, si contesta anche il «reinserimento del progetto nelle procedure previste dalla legge "Obiettivo" n. 443/01», cosa che « il Governo nel 2006 aveva stralciato il progetto della Torino-Lione dalle opere ricomprese nella legge Obiettivo e che invece la procedura attivata è quella prevista dalla stessa legge», ma si ritiene anche che «tale opera non risulta prioritaria ed indispensabile al miglioramento del servizio ferroviario tra l'Italia e
la Francia, soprattutto in assenza di una forte politica di trasferimento del trasporto merci dalla "gomma al ferro", come peraltro indicato nei primi due quaderni pubblicati dall'Osservatorio».

Intanto però, proprio mentre scriviamo, per l'ennesima volta una delegazione NoTav viene ricevuta a Bruxelles dalla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo in riunione plenaria dove terranno una relazione illustrativa dal titolo significativo «Ecco perché la nuova linea ferroviaria Progetto Prioritario TEN-T n. 6 Lione-Torino non sarà costruita». Tale incontro è stato esplicitamente richiesto dalla Commissione stessa che ascolterà attentamente tre cittadini firmatari delle petizioni inviate al Parlamento Europeo nel 2003, 2007 e 2008. In questa occasione verranno anche consegnati altri numerosi documenti facilmente reperibili nei siti internet del Movimento NoTav.Inoltre domani 1 ottobre una delegazione di Pro Natura incontrerà la Commissione Europea - Direttorato Generale Mobilità e Trasporto - per firmare l'accordo che metterà a disposizione dei cittadini tutta la documentazione europea e nazionale relativa alla prospettata nuova linea ferroviaria Lyon – Torino.

Questa collaborazione discende dall'applicazione della Convenzione di Aarhus ratificata dall'Italia e dall'Unione europea. Durante l'incontro la Commissione Europea ascolterà anche le ragioni che impediscono la realizzazione di questa nuova linea ferroviaria e riceverà inoltre il contributo del Movimento NoTav alla consultazione sul futuro dei progetti TEN-T.

 da Contro l'informazione manipolata 30 settembre 2010

domenica 3 ottobre 2010

Torino: Non privatizziamo il trasporto pubblico locale


Comunicato Stampa

Il Comitato Cittadino per il Trasporto Pubblico ha inviato oggi una lettera aperta al Sindaco, alla Giunta e alle/i consigliere/i di maggioranza di Comune e Circoscrizioni per trasmettere l'appello "Il Trasporto Locale è un servizio essenziale. Non privatizziamo GTT", lanciato a luglio dal Comitato stesso, che ha finora raccolto le adesioni di 740 persone tra le quali molti esponenti della cultura e della politica cittadina.


Come noto, la messa a gara di GTT e la privatizzazione dei servizi pubblici locali sono imposte dal decreto Ronchi, che il referendum sull'acqua, sottoscritto da 1.400.000 persone, chiede di cancellare.

Inoltre, il Decreto Ronchi è sotto giudizio costituzionale, essendo stato impugnato da cinque Regioni, fra cui il Piemonte, poiché viola l’autonomia delle amministrazioni regionali di scegliere l’organizzazione dei servizi locali.

Nella lettera aperta si chiede all'amministrazione comunale una moratoria sulla delibera di messa a gara di GTT fino a quando la Corte Costituzionale non si sarà espressa sia sull’ammissibilità del referendum sull'acqua sia sulla costituzionalità del Decreto Ronchi.

Il Comitato auspica che l'amministrazione torinese voglia accettare il confronto con cittadine/i, utenti e lavoratrici/tori e avviare un percorso democratico aperto alla cittadinanza, segnato dalla trasparenza e dalla partecipazione, impegnandosi a fare la propria parte per garantire un dibattito franco, civile e innovativo.

Il Comitato Cittadino per il Trasporto Pubblico


Lettera aperta

Al Sindaco di Torino, Agli Assessori, Alle/i Consigliere/i Comunali e di Circoscrizione della maggioranza

Gentili Sindaco Chiamparino, Assessori, Consigliere e Consiglieri comunali e di Circoscrizione,

alla fine di luglio, quando si è profilata concretamente l’ipotesi di “messa a gara” di GTT, abbiamo costituito il Comitato Cittadino per il Trasporto Pubblico, che ha promosso l’appello “Il Trasporto Pubblico Locale è un servizio essenziale. Non privatizziamo GTT” sottoscritto, fino a oggi, da oltre 700 cittadine e cittadini torinesi, tra le/i quali numerose personalità della cultura e della politica.

Siamo infatti convinte/i che la privatizzazione del servizio di trasporto pubblico locale della Città rappresenterebbe un grave errore, dato che, come ci insegnano l'esperienza degli ultimi vent’anni e gli studi più recenti, le società pubbliche cedute ai privati hanno rincarato i prezzi, diminuito il personale e aumentato gli stipendi dei managers, le spese per la pubblicità e per le consulenze: la qualità del servizio reso alle/ai cittadine/i è stato penalizzato a favore di un profitto che ricade nelle mani di pochi. La crisi economica in atto ha reso ancora più evidente il fallimento di una simile logica.

I contenuti del nostro appello sono ancora più forti oggi, nel momento in cui la maggioranza che ha voluto il Decreto Ronchi sta scomparendo, e il centrosinistra è chiamato a proporsi come alternativa sostanziale alle politiche della destra.

Inoltre vogliamo sottolineare che è in corso un processo referendario volto a cancellare il presupposto fondamentale che legittima il processo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, cioè il Decreto Ronchi. Come sapete, il referendum è stato sottoscritto da circa 1.400.000 persone: si tratta di un successo senza precedenti, che dimostra quanto, nel nostro paese e non solo, la logica delle privatizzazioni sia sottoposta a un percorso di revisione critica.

Infine, il Decreto Ronchi è sotto giudizio costituzionale indipendente dal referendum, essendo stato impugnato da cinque Regioni, fra cui il Piemonte, poiché viola l’autonomia delle amministrazioni regionali di scegliere l’organizzazione dei servizi locali.

TUTTO CIO’ PREMESSO,

Nel trasmettervi l’appello con le adesioni finora pervenute, chiediamo una moratoria sulla delibera di messa a gara di GTT fino a quando la Corte Costituzionale non si sarà espressa sia sull’ammissibilità del referendum sia sulla costituzionalità del Decreto Ronchi.

In attesa che ciò avvenga, vi chiediamo di accettare il confronto con cittadine/i, utenti e lavoratrici/tori e di avviare un percorso democratico aperto alla cittadinanza, segnato dalla trasparenza e dalla partecipazione.

Noi ci impegnamo a fare la nostra parte per garantire un dibattito franco, civile e innovativo in quanto i temi dei beni comuni, della proprietà pubblica e della sua gestione rappresentano, come ha scritto recentemente Stefano Rodotà su Repubblica (10 agosto 2010), “l’ineludibile agenda civile e politica non di un solo paese, ma di tutti coloro che vogliono affrontare con consapevolezza e cultura adeguate le questioni concrete che ci circondano”.

Torino, 13 settembre 2010

Il Comitato Cittadino per il Trasporto Pubblico


( Maria Teresa Silvestrini, Antonio Soggia, Maria Grazia Pellerino, Ugo Mattei, Donato Ditaranto,Leonardo Locci,Giuseppe Mastruzzo, Stefano Risso… seguono circa 800 adesioni ).

lunedì 27 settembre 2010

Torino: giovedì 30 Settembre - Non ci ruberete il futuro


Acqua e territorio: beni comuni da proteggere

Sala Colonne Cascina Marchesa, corso Vercelli 141 ore 20,45


Acqua pubblica e stop al consumo di territorio, tutela della salute e dell’ambiente.
Resistenze territoriali, referendum e voci di sindaci fuori dal coro.


intervengono:
-Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, promotore della campagna “Stop al consumo di territorio”
-Marco Bersani, Attac Italia
-Luca Giunti, naturalista e guardiaparco

http://presidiarelademocrazia.blogspot.com/

Vercelli: sabato 9 ottobre coordinamento interegionale dei gruppi antinucleari


Vercelli: sabato 9 ottobre, ore 15 -19


presso la sala SOMS via Francesco Borgogna n. 34


(quarta via a destra di Viale Garibaldi- Stazione, distanza 600 mt )


è indetto un Coordinamento di tutte le forze antinucleari piemontesi e delle altre regioni interessate, per concordare ed armonizzare iniziative di lotta unitarie, ( in particolare con riferimento all’anniversario del referendum del 1987, 6- 7 novembre 2010 ) contro il tentativo di far rinascere un sistema nucleare italiano ed a sostegno delle fonti di produzione rinnovabili.


In un precedente incontro del 10 settembre si è deciso di incontrasi a Vercellli per la sua peculiarità ( piemontese ed italiana ): qui è detenuto oltre l'85% delle scorie nucleari italiane e, con molta probabilità, qui si tenterà di avviare uno dei nuovi impianti nucleari italiani.

Si invita a condividere, far girare l’appuntamento e soprattutto promuovere la partecipazione da ogni città e comune in cui sia possibile dare un contributo alla mobilitazione.


Info: Fausto C. 335 7208447 Lino B. 347 0182679

lunedì 20 settembre 2010

Marcia NO TAV RIVALTA – RIVOLI - Sabato 25 settembre




Sabato 25 settembre


Partenza ore 14.00 RIVALTA. Parcheggio del Mulino (incrocio v. Einaudi - v. S.Luigi)


Arrivo RIVOLI -. CONCERTO Piazza Martiri della Libertà .Polveriera Nobel.


a fine manifestazione autobus navetta per il ritorno al punto di partenza a Rivalta



...lasciare che ci mangi la collina i boschi, i campi, … in una parola: il nostro territorio ?

rassegnarsi alla perdita di valore delle nostre case ?

sopportare per anni e anni il rumore, la polvere, le difficoltà di circolazione, i disagi assortiti provocati da un’immensa discarica di detriti, proprio nel mezzo di quell’enorme sfregio rosso ?

accettare un’opera straordinariamente costosa (23,4 miliardi di euro in preventivo ma a consuntivo… ?) e inutile*, perché tale essa è ?

NO TAV non è il segno di un’opposizione pregiudiziale dei soliti

rompiscatole, come forse poteva apparire a qualcuno, quando era

vista da lontano; è invece il segno di un’opposizione popolare

consapevole e fermissima ad un’opera devastante e inutile*

e allora, prima di farci mangiare la nostra qualità della vita

per soddisfare gli appetiti altrui, partecipiamo a questa lotta che

da oltre 20 anni ferma il TAV

per saperne di più : www.notav-valsangone.eu


domenica 19 settembre 2010

Ecologisti del Piemonte - mercoledì 22 settembre


4° incontro Ecologisti del Piemonte

Torino: mercoledì 22 settembre:

Caffè Basaglia via Mantova 34 ore 17,45-23

Comunicazioni:

Nucleare - Coordinamento di Vercelli ( R. Bauducco) Anniversario referendum e iniziative

TAV - Progetto preliminare ( M.Rotella) Marcia Rivalta - Rivoli 25 settembre

Sarzana - Incontri a Sarzana – 3 Appelli nazionali in uscita ( importante! ) (M. Marino)

Portale Ecologisti del Piemonte: presentazione del progetto

Manifesto -appello di adesione: modifiche seconda stesura

( http://eco-piemonte.blogspot.com/2010/09/ecologisti-del-piemonte-manifesto-per.html )

Varie: mercatini, federalismo demaniale,ecoHub

mercoledì 15 settembre 2010

Facciamo, del prossimo anniversario del Referendum antinucleare dell'8-9 novembre 1987, una giornata di lotta nazionale.


Già a Torino si sta organizzando ( Ecologisti del Piemonte ) per sabato 6 novembre una giornata di azioni simultanee in 8 zone della città.

E già si sono riuniti i gruppi antinucleari attivi delle province di Alessandria, Vercelli, Torino, Novara, che si sono dati appuntamento a Vercelli per sabato 9 ottobre al fine di verificare il quadro complessivo delle iniziative sui territori in preparazione per l'anniversario (assemblee, volantinaggi, convegni, banchetti, gazebo ecc.).


Mentre siamo sempre più vicini alle scadenze scellerate del governo, nell'obbiettivo di avviare una maggiore aggregazione dei movimenti antinucleari (costruire un fronte antinucleare nazionale), si propone di cominciare ad estendere la riunione ai movimenti territorialmente prossimi al Piemonte.

Dunque l'appuntamento per i movimenti di Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia,

(e chiunque altro è ben accetto),

è per sabato 2 ottobre a Vercelli

Insieme alla verifica delle iniziative territoriali per la giornata di lotta,

si farà anche il punto sulla raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare

e su quanto altro verrà proposto.


Lino Balza (Alessandria ) linobalzamedicinadem@libero.it tel. 347 0182679 - 0131 43650

lunedì 13 settembre 2010

Torino, 25 settembre - International Help per i bambini del Tamil Nadu


La struttura "Shanti" di Pondicherry (Tamil Nadu), alla quale International Help ha contribuito nell'anno 2009 con l'offerta di un'auto Suzuki "Maruti", da anni si occupa di sostenere attivamente le donne e i bimbi delle famiglie di pescatori poveri Tamil.

I bimbi vengono nutriti, curati e seguiti nelle attività scolastiche.

Abbiamo visitato il centro e ci è piaciuto.

Siamo quindi felici di ospitare a Torino Debi Prasad Gosh, che con sua moglie Daniela gestisce il centro.

Debi , grande esecutore di musica classica indiana in tournée in Europa, suonerà per noi il 25 settembre alle 20, 30 presso il centro culturale italo arabo Dar al Hikma, in via Fiochetto 15, abituale sede di attività dell'Associazione.


Il programma prevede l'esecuzione di sette "raga", eseguiti da Debi al "Sarod", antico strumento a corde del nord India, accompagnato da Rashmi V.Bhatt alla tabla.

Il concerto durerà circa un'ora e l'offerta - libera- sarà interamente devoluta a Shanti. Chi vorrà fermarsi a cena potrà sedersi ai tavoli del sottostante ristorante "Al Andalus" gestito dall'amico Gianni Anghelone.

Buona musica a tutti!

Raccolta differenziata insufficiente: dalla Provincia di Torino 131 mila euro di multa ai Comuni


di Federico Vozza

Il mancato raggiugimento a fine 2007 del 35% di RD e, a fine 2008, del 40% viene sanzionato dalla Provincia di Torino. A Borgaro e Pinerolo le bollette più salate. Tra i piccoli comuni spicca il primato negativo di Verolengo. I comuni inadempienti sono comunque in calo: 42 nel 2007, 31 nel 2008. Ecco gli importi delle multe comune per comune

Sono 42 nel 2007 e 31 nel 2008 i comuni della provincia di Torino che non hanno raggiunto le percentuali di raccolta differenziata previste per legge e che, per questo motivo, dovranno pagare alla Provincia 131 mila euro di sanzioni. E' questo il costo complessivo per le amministrazioni comunali del mancato raggiungimento a fine 2007 del 35% di RD e, a fine 2008, del 40%. Gli importi delle multe, comune per comune, sono disponibili nel testo della delibera provinciale dello scorso 15 giugno. L'ammontare complessivo delle sanzioni è pari a circa 390 mila euro ma la maggior parte delle amministrazioni, come permesso dalla normativa, hanno optato per un pagamento in misura ridotta di 2/3 entro i 60 giorni dalla pubblicazione della delibera.

La sanzione amministrativa, calcolata sulla base degli abitanti residenti e pari a 0,30 euro per abitante per ogni punto percentuale inferiore agli obiettivi minimi previsti, vede, in testa alla classifica dei comuni inadempienti nel 2007 Pinerolo con una multa di 42 mila euro, evitata nel 2008 grazie al repentino miglioramento delle percentuali di raccolta differenziata, passata dal 30 al 46%. Il primato negativo nel 2008 spetta invece a Borgaro con più di 65 mila euro di sanzione, a fronte di un importo contenuto a 8 mila euro nel 2007. Tra i comuni più piccoli spicca la performance negativa di Verolengo che da una sanzione di 16 mila euro nel 2007, raggiunge nel 2008 la cifra di 31 mila euro.
Sono 14 i comuni che, nel corso del 2008, hanno migliorato le percentuali di RD evitando la sanzione per il secondo anno consecutivo: Cavour, Claviere, Cumiana, Favria, Mezzenile, Pinerolo, Pragelato, Roreto Chisone, Rubiana, Scalenghe, Torre Pellice, Usseaux, Valperga, Vigone.
Percorso opposto per i comuni di Alpette, Garzignana e Prascorsano, che, dopo aver rispettato gli obiettivi previsti per il 2007 non sono riusciti a raggiungere il 40% di RD a fine 2008.

da: Eco dalle Città , 1 settembre 2010

sabato 11 settembre 2010

Torino- Riunione Movimento per l'alternativa al nucleare


Riunione Movimento per l'alternativa al nucleare

martedì 14 settembre ore 18,30, Centro Sereno Regis, via Garibaldi 13

Per preparare le iniziative dell’autunno

http://www.csenonuke.altervista.org/

martedì 7 settembre 2010

Ecologisti del Piemonte - manifesto per l'adesione


Ecologisti del Piemonte

Manifesto di sottoscrizione per l’ adesione individuale

(2° stesura per la discussione)


1 Gli Ecologisti del Piemonte

-sono un nuovo movimento politico che si pone l’obiettivo di contribuire, a partire dal Piemonte ed all’interno di un processo nazionale, ad una trasformazione economica, sociale, culturale, istituzionale dell’Italia verso una società moderna e rinnovata che abbia alla sua base la tutela del proprio territorio e di chi ci vive ( le persone, gli animali, tutte le specie viventi), un nuovo modello sociale, produttivo, culturale, che garantisca giustizia sociale, combatta la precarietà del lavoro e assicuri dignità di vita a tutti i cittadini, promuova uguali opportunità per uomini e donne, difenda i valori della democrazia e della Costituzione, tuteli i diritti fondamentali di tutti coloro che, di qualunque razza, età, ceto sociale, sesso e religione, vivono sul territorio regionale, indichi i doveri fondamentali della convivenza sociale basati sulla tolleranza, la convivenza, il pluralismo etnico e religioso, insieme alla difesa della identità culturale di ognuno. Un modello di società che promuova:

-l’uso delle fonti energetiche rinnovabili invece di petrolio e nucleare,

- la riduzione ed il recupero dei nostri rifiuti invece degli inceneritori,

- il rispetto ed il recupero del costruito esistente invece del continuo consumo di territorio con nuova cementificazione,

- la tutela ed un uso efficace dei nostri Beni comuni fondamentali,

- sistemi di mobilità locale e generale, individuali e collettivi, volti all’efficienza e al risparmio di costi e di tempo con il minore impatto territoriale e ambientale possibile invece di grandi opere costose e poco utili,

- il consumo di prodotti, alimenti, manufatti di produzione, coltivazione, trasformazione in ambito il più vicino possibile al loro luogo di consumo ed utilizzo,…


2 Gli Ecologisti del Piemonte

- auspicano una Europa unita, libera e democratica, ed un Pianeta libero da guerre, violenza, ingiustizia, povertà in cui la tutela del Pianeta e delle specie viventi che lo popolano siano alla base delle istituzioni nazionali ed internazionali che lo governano

- fanno riferimento ai movimenti, partiti e gruppi ecologisti presenti in più di 100 paesi del mondo, in Europa al movimento ecologista e verde, alla sua rappresentanza nel Parlamento europeo e alle forze cooordinate nel Partito Verde europeo con un particolare riferimento alle esperienze francesi di Europe Ecologie e dei Grunen tedeschi.


3 Gli Ecologisti del Piemonte

- operano per favorire il superamento del modello economico, sempre più frequentemente segnato da crisi economiche,finanziare,produttive, basato sulla crescita senza limiti e sulla misura del PIL come indicatori dello sviluppo, promosso da imprese e multinazionali volte al solo obiettivo del profitto trascurando le persone e l’ambiente; mettendo invece in rilievo nuovi parametri che misurino l’integrità dell’ambiente e del territorio, il benessere comune e diffuso, la dignità umana di tutti, la democrazia e il lavoro , come diritti fondamentali per tutti i cittadini.


4 Gli Ecologisti del Piemonte

-operano per aggregare, organizzare e unire in un unico movimento politico degli ecologisti tutti coloro che agiscono in gruppi, comitati, associazioni, ed anche a coloro che al momento fanno parte di partiti diversi, (di sinistra, moderati,verdi, liste civiche, gruppi 5 stelle, altre piccole formazioni ecologiste ), coloro che si astengono dall’impegno politico, sociale o elettorale, e che possano riconoscere e trovare nuove ragioni di impegno in una nuova possibilità di cambiamento della politica e del paese.

L’obiettivo dei promotori e aderenti è quello di superare la frammentazione diffusa nel mondo ecologista, costruire una organizzazione diffusa e reticolare, moderna e radicale, federalista e aperta a tutti quelli che intendono aderire promuovendo una partecipazione diffusa, costruendo ponti e comunicazione nel territorio

-si candidano per promuovere , superando anche le esperienze partitiche transitorie, l'aggregazione necessaria per avere la rilevanza necessaria per definire un progetto di transizione ad una diversa Italia, possibile e necessaria.

Nello stesso tempo gli ecologisti assumono accanto alla propria vocazione genetica ambientalista e verde, l’impegno in forme nuove e originali per garantire la giustizia sociale e per un processo riformatore in particolare nel Mercato del lavoro superando la attuale precarietà, nell’ Informazione superando l’infliuenza dei partiti e di poteri forti a favore di una maggiore professionalità, nella Giustizia per renderla più efficiente, più efficace e più giusta, nella Politica per ridimensionare i costi e combattere corruzione, logiche di casta ,contiguità con le aree mafiose.


5 Gli Ecologisti del Piemonte

- sono un movimento politico su base regionale, federalista, autonoma, che auspica la confederazione con analoghi movimenti nelle altre regioni al fine di promuovere anche una rappresentanza nazionale adeguata e autorevole di tutti gli Ecologisti italiani.

L’adesione individuale o in rappresentanza di enti produttivi o culturali eco-orientati avviene attraverso la sottoscrizione di questo manifesto, l’impegno ad un contributo annuale di Adesione attiva (Aderenti) o di Sostegno nel caso di appartenenza ad altre forze politiche o di appoggio passivo (Sostenitori).


6 Gli Ecologisti del Piemonte

- si organizzano in Circoli, su base comunale, su base circoscrizionale nel capoluogo di regione, comunicanti al loro interno e fra loro primariamente attraverso il Portale degli Ecologisti; possono darsi forme di coordinamento su base intercomunale o provinciale e con gruppi collettivi tematici.


7 Le forme di organizzazione e di rappresentanza, i processi decisionali, le procedure attinenti a impegni elettorali o di delega, la definizione dei meccanismi decisionali sono definiti dal Regolamento Federale allegato come parte integrante a questo Manifesto di adesione.