domenica 26 giugno 2011

Allora il piano sanitario esiste davvero ....

*di Eleonora Artesio, capogruppo regionale FdS



Il presidente Cota annuncia di volerne illustrare i contenuti nelle parrocchie piemontesi. Peccato che ancora non lo conoscano consiglieri regionali, sindaci, sindacati e associazioni
Sui quotidiani torinesi è comparso l’annuncio della volontà del Presidente Cota di “andare in tutte le parrocchie del Piemonte a spiegare la riforma sanitaria ai cittadini”. E’ una notizia: se si va a spiegarlo, il Piano Sanitario esiste. 


Non lo conoscono i consiglieri regionali che dovrebbero per legge discuterlo e votarlo; non lo conoscono i sindaci che per legge dovrebbero esprimere indirizzi e valutazioni sulla programmazione socio sanitaria; non lo conoscono le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori della sanità che dovrebbero attuarlo; non lo conoscono le associazioni di tutela dei malati e le associazioni di volontariato (composte da persone di ogni orientamento spirituale religioso e civico) che presidiano socialmente il diritto alla salute e alle cure; MA ESISTE!


Lungi dal sospettare una relazione discrezionale e preferenziale, che non si addice a persona delle istituzioni qual è il Presidente Cota, l’intenzione trova fondamento in questa dichiarazione: “Perché nelle parrocchie possiamo entrare in contatto con migliaia e migliaia di persone di ogni età, sentire le loro opinioni e spiegare il nostro progetto ”.


E’ lodevole, ma poiché l’incontro corale descritto, normalmente avviene nel corso delle funzioni religiose e -allo stato- sembra improbabile una illustrazione da parte del Governatore durante l’omelia, si deduce che le parrocchie siano indicate come soluzione logistica , riconoscibili in ogni territorio ma frequentate secondo le opzioni e sensibilità di ognun*.


 Al fine di favorire l’intento divulgativo, si suggeriscono sedi dello Stato e degli Enti Locali egualmente frequentate da persone di ogni età, seppure non accomunate da un orientamento religioso ma dalla condizione di cittadin*: ad esempio, gli uffici dell’anagrafe, le biblioteche, gli stadi,…


Nel desiderio di cooperare - come ci si attende da un’opposizione costruttiva - mi impegno a informare i Sindaci dei Comuni piemontesi, i Presidenti e gli Assessori delle Province, i Presidenti delle Associazioni di volontariato e di promozione sociale iscritte all’albo regionale nel settore sociosanitario, i Consiglieri dei Consorzi Socioassistenziali…. della particolare opportunità di conoscere il nuovo Piano Sanitario presso le parrocchie dei propri territori e/o di offrire al Presidente Cota ulteriori ed equivalenti occasioni per “riuscire a parlare con tutti”, anche correndo il rischio che in qualche altro luogo pubblico si esprimano critiche o contestazioni che certo arricchiranno l'intento riformatore della Giunta regionale.

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